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Apple acquisirà la piattaforma Netflix? Sì, secondo Citigroup

03-01-2018 Santo Cariotti

Stando a quello che dice Citigroup, Apple potrebbe acquisire la piattaforma per lo streaming Netflix entro il 2018, o comunque, c’è un bel 40% di possibilità che ciò avvenga.

Sono stati Jim Suva e Asiya Merchant, analisti del Citigroup, ad ipotizzare che Apple avrebbe abbastanza fondi e interesse nell’acquisire la società Netflix; società che negli ultimi anni sta sborsando tanti quattrini per creare contenuti di alto livello. In fin dei conti, anche l’azienda di Cupertino non è da meno in ambito di contenuti originali: vi basta pensare che Apple TV permette di connettersi allo store e ascoltare musica tramite iTunes.

La riforma di Trump aiuta Apple

CitigroupFino a qualche settimana fa si parlava dell’acquisto di Shazam per circa 400 milioni di dollari, ma Netflix, solo nello scorso anno, ha avuto una capitalizzazione di circa 83 miliardi di dollari. Numeri che non fanno paura dati i 253 miliardi di dollari che Apple ha fuori dagli Stati Uniti e, grazie alla nuova riforma voluta da Donald Trump, questi soldi potrebbero tornare nella Valley; infatti, l’azienda californiana potrebbe risparmiare più di 40 miliardi di dollari, pagando, non più il 34% di tasse, bensì il 21%.

L’interessa da parte della Mela nei contenuti non è comunque nuovo: quest’estate infatti, ha assunto due ex dirigenti Sony – Jamie Erlicht e Zack Van Amburg – e alcuni membri del team Amazon Prime Video – Tara Pietri, Tara Sorensen e Carina Walker – i quali si sono messi subito a lavoro su una serie tv, Amazig Stories, la prima prodotta da Apple, ma di questo ne parleremo presto.

Stando sempre a Citigroup, Apple potrebbe essere interessata anche ad altre aziende produttrici di contenuti, come Warner e Disney, ma non si sottraggono da questo mirino aziende come Tesla, Electronic Arts, Take Two e Hulu (piattaforma di streaming molto famosa negli USA).

“Apple ha tanti soldi e continua a incassare 50 miliardi di dollari l’anno. È un bel problema da avere… Storicamente ha evitato di riportare i soldi negli Stati Uniti proprio per non dover pagare delle tasse così alte ma la riforma fiscale potrebbe rendere questi soldi disponibili. Con oltre il 90 per cento di liquidità all’estero, una tassa del dieci per cento per il rimpatrio potrebbe portare nelle casse di Apple 220 miliardi da investire anche nelle acquisizioni” dicono Suva e Merchant.

Sta solo a noi sperare che, quest’acquisizione, sia un buon passo avanti nel settore dello streaming.