Tecnologia Onde cerebrali umane per insegnare ai robot

Emanuele Caracci

Il punto debole di una macchina qual è? L’intelligenza.

Lo stesso Albert Einstein ci afferma:

I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.

La ricerca

Rilevamento onde cerebrali

Rilevamento onde cerebrali

Il Massachussets Institute of Technology (MIT) e l’università di Boston stanno sperimentando il controllo di un robot attraverso il pensiero, funzionante attraverso le onde cerebrali. Un sistema volto ad insegnare ai robot umanoidi a eseguire azioni specifiche proprio come farebbe l’uomo in modo che le possano ripetere.

I dettagli verranno presentati in uno studio apposito alla Conferenza internazionale su robotica e automazione ad Icra, prevista in maggio a Singapore.

I ricercatori sotto la guida di Andres F. Salazar-Gomez stanno tuttora lavorando per far si che il robot abbia una sorta di “protesi” umana in grado di svolgere qualsiasi cosa il suo controllore stia pensando.

Il Sistema

Al MIT è stato istallato un sistema che consente agli esseri umani di correggere istantaneamente gli errori del robot solo attraverso i segnali cerebrali. Baxer è stato il robot di test.

In passato alle persone veniva insegnato di ragionare come un computer, come quando si programma, ma qui i ricercatori si sono concentrati sui segnali cerebrali generati quando il cervello nota un errore (ErrP). Questi segnali sono utilizzati dal robot per capire se l’uomo è d’accordo con la sua decisione.

“Quando si guarda il robot, l’unica cosa da fare è essere mentalmente d’accordo o disaccordo con quello che sta per fare“, afferma Daniela Rus, direttrice del laboratorio di Intelligenza Artificiale dell’MIT.

Funzionamento

Controllo del Robot tramite onde celebrali

Controllo del Robot tramite onde cerebrali

Considerando che i segnali derivati dalle onde cerebrali sono molto vaghi occorre per l’appunto una buona sintonizzazione. Necessita dunque di una forte accuratezza e per questo i ricercatori hanno lavorato alla rilevazione degli errori secondari, ovvero quegli che si verificano quando il sistema non nota la correzione umana originale.

Inoltre, qualora il robot è insicuro alla presa di una decisione, esso può stimolare la risposta dell’uomo per avere un riscontro più accurato.

 

Conclusioni

Come dimostrano i precedenti articoli da me scritti – come questo -, l’obbiettivo che si prefigge è quello di migliorare la nostra vita.

E voi cosa ne pensate?

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Emanuele Caracci
Emanuele Caracci è un informatico, radiofonico, giornalista e pianista italiano. 

E' attuale Fondatore e Direttore di Radio Artista, una web radio online che ha fondato a soli 13 anni.
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