In sviluppo Cos'è Android?

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27 Maggio 2013
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Cos'è Android?

Android è un sistema operativo per dispositivi mobili organizzato in un'architettura software che include un sistema operativo di base, i middleware per le comunicazioni e le applicazioni di base.
Caratteristiche principali di Android sono la struttura open source (escluse alcune versioni intermedie), e il suo basarsi su kernel Linux. La caratteristica open source ed il tipo di licenza (Licenza Apache) permette di modificare e distribuire liberamente il codice sorgente. Inoltre, Android dispone di una vasta comunità di sviluppatori che realizzano applicazioni con l'obiettivo di aumentare le funzionalitá dei dispositivi. Queste applicazioni sono scritte soprattutto con una versione modificata del linguaggio di programmazione Java. In ottobre 2012 le applicazioni presenti sul market ufficiale Android (Google Play) hanno raggiunto le 700.000 unità. Questi fattori hanno permesso ad Android di diventare il sistema operativo più utilizzato in ambito mobile, oltre a rappresentare, per le aziende produttrici, la migliore scelta in termini di bassi costi, personalizzazione,e leggerezza del sistema operativo stesso, senza dover scrivere un proprio sistema operativo da zero.

Storia di Android​

Android Inc. è stata fondata nell'ottobre 2003 da Andy Rubin (co-fondatore di Danger), Rich Miner (co-fondatore di Danger e di Wildfire Communications), Nick Sears (vicepresidente di T-Mobile) e Chris White (principale autore dell'interfaccia grafica di Web TV). Inizialmente la società operò in segreto, rivelando solo di progettare software per dispositivi mobili. Durante lo stesso anno il budget iniziale si esaurì, motivo per cui fu fondamentale un finanziamento di 10 000 dollari da parte di Steve Perlman (amico intimo di Rubin) per poter continuare lo sviluppo. Steve Perlman consegnò a Rubin il denaro in una busta e rifiutò la partecipazione nella società.

Il 17 agosto 2005 Google ha acquisito l'azienda, in vista del fatto che la società di Mountain View desiderava entrare nel mercato della telefonia mobile. È in questi anni che il team di Rubin comincia a sviluppare un sistema operativo per dispositivi mobili basato sul kernel Linux. La presentazione ufficiale del "robottino verde" avvenne il 5 novembre 2007 dalla neonata OHA (Open Handset Alliance), un consorzio di aziende del settore Hi Tech che include Google, produttori di smartphone come HTC e Samsung, operatori di telefonia mobile come Sprint Nextel e T-Mobile, e produttori di microprocessori come Qualcomm e Texas Instruments. Il primo dispositivo equipaggiato con Android che venne lanciato sul mercato fu l'HTC Dream, il 22 ottobre del 2008.
Dal 2008 gli aggiornamenti di Android per migliorarne le prestazioni e per eliminare i bug delle precedenti versioni sono stati molti. Ogni aggiornamento o release segue un ordine alfabetico e possiede l'originale caratteristica di prendere il nome dai dolciumi.
Nel marzo 2013 Larry Page annuncia che Andy Rubin ha lasciato la presidenza di Android per dedicarsi ad altri progetti di Google. Viene rimpiazzato da Sundar Pichai.

Le Applicazioni​

Le applicazioni sono la forma più generica per indicare software installabili su Android. Chiamate, in gergo ormai diffuso, "apps", questo termine è ampiamente usato nella comunità di utilizzatori. Tali "apps" possono essere scaricate sia dal market ufficiale (Google Play) e sia dal market di Amazon (Amazon Appstore).
Le applicazioni Android possono anche essere installate come file APK da market di terze parti. Per motivi di sicurezza informatica, le apps dovrebbero essere scaricate e utilizzate mediante un servizio di distribuzione fidato, che utilizzi un sistema di certificati di sicurezza (software). Per venire incontro alle necessità degli sviluppatori, è stata però prevista la possibilità di disattivare il controllo di tali certificati, attraverso una voce presente nel menu "Impostazioni" (Android versione 2.2).
Android è fornito di una serie di applicazioni preinstallate che vanno dal browser alla radio analogica FM, dal calendario all'applicazione Gmail, dalla calcolatrice al navigatore satellitare Turn-by-Turn e comprende anche la ricerca vocale Google Voice Search con la possibilità di scegliere la lingua in italiano.
Quando si vuole aggiungere all'ambiente Android una funzionalità non presente, come ad esempio un software per l'ufficio, un videogioco o un'immagine di sfondo, si usa ricercarla in un "Market" (come Google Play) e "installarla", ossia copiarla all'interno del dispositivo affinché sia sempre presente e utilizzabile.
Dalla versione 2.2 di Android è possibile installare una app, oltre che nella memoria interna del dispositivo, su una card esterna. Questa nuova feature viene spesso chiamata dalla community "app2sd" derivata dai nomi dei primi esperimenti effettuati da programmatori indipendenti: attraverso del software nativo (scripts in linguaggio shell), spostavano su card esterna sia i software installati che alcune cartelle di sistema, utilizzando poi dei link simbolici per i collegamenti e facendo anche delle copie di riserva per poter ripristinare la situazione precedente in sicurezza.
Ufficialmente però, in fase di installazione, la scelta del supporto di destinazione (memoria interna o card) è lasciata allo sviluppatore del software e non all'utente finale.
Al riguardo, alcuni produttori di dispositivi hanno messo a disposizione degli utenti, nel menu "Impostazioni → Applicazioni", una "casella di spunta" chiamata "App2sd". Questa permette di scegliere se direzionare tutte le nuove installazioni sulla card oppure sulla memoria interna del dispositivo.
In assenza di tale opzione, si può installare l'"app" prima sulla memoria interna (se sufficiente) e poi trasferirla sulla card, aprendo la voce di menu "Impostazioni → Applicazioni → Gestisci applicazioni", selezionando l'"app" appena installata e premendo il bottone "Sposta su scheda SD".
Su Google Play sono presenti varie "apps", talune omonime di "app2sd", che permettono di semplificare ulteriormente la gestione delle applicazioni installate, aggiungendo varie funzionalità come ad esempio la possibilità di scegliere, in fase di installazione, quale sia il supporto di destinazione (memoria interna oppure card).
La necessità di spostare le applicazioni sulla memoria esterna è data dal fatto che, al momento del lancio di Android 2.2, la memoria interna (e non di massa) dei dispositivi era abbastanza ristretta. Nei prodotti di fascia alta questa esigenza è scomparsa. Già dal 2010, il Galaxy S mette a disposizione 2 GB per l'installazione di applicazioni. Nei dispositivi di fascia bassa, invece, il problema sussiste ancora.
La situazione è ulteriormente evoluta con il lancio di Ice Cream Sandwich e del terzo smartphone Google, Galaxy Nexus: la memoria interna diventa dinamica. Un esempio è proprio questo terminale: la sua memoria interna viene dinamicamente allocata tra applicazioni installate e memoria di massa. È quindi possibile installare 16 GB di applicazioni o usare la memoria interamente per i file multimediali. Questa soluzione comporta però lo svantaggio di perdere il riconoscimento come archivio di massa da parte di un Personal computer, comportando una compatibilità con sistemi operativi più ristretta.

Google Play

Il market ufficiale di Android è Google Play. Il nome attuale è stato adottato a partire dal 6 marzo 2012 mentre la denominazione precedente era "Android Market" . Il market offre la possibilità di acquistare non solo applicazioni, ma, dal 2012, anche libri e musica, rispettivamente Play Books e Play Music.
Tutti o quasi i dispositivi Android hanno preinstallata una icona denominata Market oppure Google Play. Per accedere al Market è necessario possedere un account Google.
Oltre a poter acquistare sul market utilizzando il servizio Google checkout, è prevista la possibilità di addebitare l'acquisto su una scheda telefonica SIM, ma solo con certi operatori come Vodafone.
In Ottobre 2012 le applicazioni presenti sul market ufficiale Android (Google Play) hanno raggiunto le 700.000 unità.

App Inventor

È un semplice ambiente di sviluppo basato su piattaforma Java per coloro i quali non hanno basi di programmazione; con questo strumento si possono scrivere semplici applicazioni, per uso esclusivamente personale, tramite una interfaccia grafica.
App Inventor faceva parte di Google Labs, luogo virtuale ove gli ingegneri di Google sviluppano le nuove applicazioni sperimentali, ma il 10 agosto 2011 Google ha comunicato che App Inventor sarebbe stato chiuso, cosa che è avvenuta il 31 dicembre 2011. La scelta è probabilmente dovuta o al mancato successo dello stesso oppure a causa di una denuncia da parte di Oracle per violazione dei diritti della piattaforma Java, che Oracle detiene, su cui è sviluppato App Inventor. Il sistema è stato però preso in carico dal MIT Center for Mobile Learning che ora lo supporta con il nome "App Inventor Edu".
Le Apps sviluppate con App Inventor non possono andare su Google Play.


Il Sistema

L'interfaccia utente di Android è basata sul concetto di direct manipulation per cui si utilizzano gli ingressi mono e multi-touch come strisciate, tocchi e pizzichi sullo schermo per manipolare gli oggetti visibili sullo stesso. La risposta all'input dell'utente è stata progettata per essere immediata e fornisce un'interfaccia fluida. Hardware interno come accelerometri, giroscopi e sensori di prossimità sono utilizzati da alcune applicazioni per rispondere alle azioni da parte dell'utente, ad esempio la regolazione dello schermo da verticale a orizzontale a seconda di come il dispositivo è orientato o che consentono all'utente di guidare un veicolo in una corsa virtuale ruotando il dispositivo, simulando il controllo di un volante.
La cosiddetta Homescreen è simile al desktop trovato su Windows ed è la schermata principale che ci si trova appena il device è stato avviato, oppure premendo il tasto Home. L’homescreen di Android è in genere occupata sia dalle icone delle applicazioni che dai widget cioè delle sorti di gadgets con varie funzioni; ci sono widget che mostrano vari stili di orologi, quelli che mostrano gli ultimi video di Youtube, altri che visualizzano informazioni meteo, quelli relativi alle email. La homescreen può essere costituita da più pagine tra cui l'utente può scorrere avanti e indietro.
Sempre presente nella parte superiore dello schermo si trova una barra di stato, che mostra le informazioni sul dispositivo e la sua connettività. Trascinando la barra di stato verso il basso compare una schermata di notifica in cui le applicazioni possono visualizzare notifiche relative ad informazioni importanti o aggiornamenti come ad esempio una e-mail appena ricevuta o un SMS, in modo da non interrompere immediatamente l'utente .Nelle prime versioni di Android tali notifiche potevano essere sfruttate esclusivamente per aprire l'applicazione in questione, ma gli aggiornamenti più recenti hanno fornito maggiori funzionalità, come ad esempio la possibilità di chiamare un numero direttamente dalla notifica della chiamata persa, senza dover aprire l'applicazione telefono. Le notifiche sono persistenti fino alla loro lettura o cancellazione da parte dell'utente.
La piattaforma usa il database SQLite, la libreria dedicata SGL per la grafica bidimensionale (invece del classico server X delle altre distribuzioni linux) e supporta lo standard OpenGL ES 2.0 per la grafica tridimensionale. Le applicazioni vengono eseguite tramite la Dalvik virtual machine, una macchina virtuale adattata per l'uso su dispositivi mobili.
Android è stato progettato principalmente per smartphone e tablet ma il carattere aperto e personalizzabile del sistema operativo permette che sia utilizzato anche su altri dispositivi elettronici tra cui portatili e netbook, smartbook, eBook reader, fotocamere e smart TV (Google TV). Il mercato delle "smart things" è cresciuto in maniera notevole in questi ultimi periodi a tal punto da stimolare la creativitá delle persone. Un esempio è lo Smartwatch dotato di sistema operativo Android in versione "light" cuffie, lettori auto CD e DVD, occhiali intelligenti (Project Glass),frigoriferi, sistemi di navigazione satellitare per veicoli, sistemi di automazione per la casa, console di gioco, specchi, telecamere, lettori MP3/MP4 e tapis roulant.
Android è costituito da un Kernel basato sul kernel Linux 2.6 e sul Linux Kernel 3.x (da Android 4.0 in poi), con middleware, Librerie e API scritte in C (o C++) e software in esecuzione su un framework di applicazioni che include librerie Java compatibili con librerie basate su Apache Harmony. Android utilizza la Dalvik virtual machine con un compilatore just-in-time per l'esecuzione di Dalvik dex-code (Dalvik Executable), che di solito viene tradotto da codice bytecode Java. La piattaforma hardware principale di Android è l'architettura ARM. L'architettura x86 è supportata grazie al progetto Android x86 e Google TV utilizza una speciale versione x86 di Android.
Il kernel Linux di Android mette a disposizione modifiche all'architettura create da Google al di fuori del ciclo di sviluppo del kernel. Un tipico sistema Android non possiede un X Window System nativo, né supporta il set completo standard di librerie GNU, e nel caso del C++ vi è solo una implementazione parziale delle STL. Tutto ciò rende difficile il porting di applicazioni Linux o librerie per Android. Per semplificare lo sviluppo di applicazioni C/C++ sotto Android si usa SDL che tramite un piccolo Wrapper java permette l'utilizzo della JNI dando un'idea di utilizzo simile a un'applicazione nativa in C/C++. Le applicazioni Android sono Java-based; in effetti le applicazioni scritte in codice nativo in C/C++ devono essere richiamate dal codice java, tutte le chiamate a sistema fatte in C (o C++) devono chiamare codice virtual machine Java di Android: infatti l'API multimediale SDL sotto Android richiama metodi di Java, questo significa che il codice dell'applicazione C/C++ deve essere inserito all'interno di un progetto Java, il quale produce alla fine un pacchetto Android (APK).
Alcune funzionalità implementate da Google hanno contribuito al kernel Linux, in particolare una funzione di gestione dell'energia denominata wakelocks, che però è stata respinta dagli sviluppatori del kernel mainline, in parte perché gli sviluppatori del kernel hanno ritenuto che Google non manifestasse alcuna intenzione di mantenere il proprio codice. Anche se Google ha annunciato nel mese di aprile 2010 che avrebbero assunto due dipendenti per lavorare con la comunità del kernel Linux,Greg Kroah-Hartman, l'attuale responsabile del kernel di Linux per il ramo stabile, ha dichiarato nel dicembre 2010 che era preoccupato del fatto che Google non sembrava più intenzionata a far includere le modifiche al codice nel ramo principale di Linux. Alcuni sviluppatori di Google Android hanno fatto capire che "il team di Android si è stancato del processo", perché erano una piccola squadra e avevano molto lavoro urgente da fare su Android.
In Linux è stato incluso l'autosleep e le capacità wakelocks nel kernel 3.5, dopo molti precedenti tentativi di fusione. Le interfacce sono le stesse ma la realizzazione di Linux ha due diverse modalità di sospensione: a memoria (le sospensione tradizionale che utilizza Android), e su disco (ibernazione, come è noto sul desktop). Nel mese di agosto 2011, Linus Torvalds ha detto che "alla fine Android e Linux sarebbero venuti di nuovo ad un nucleo comune, ma probabilmente non sarà per quattro o cinque anni". Nel mese di dicembre 2011, Kroah-Hartman ha annunciato l'inizio del progetto mainlining Android, che mira a mettere un po' di Android driver, le patch e le caratteristiche, nel kernel di Linux a partire da Linux 3.3.
La memoria flash sui dispositivi Android è divisa in diverse partizioni, ad esempio "/system" per il sistema operativo stesso e "/dati" per i dati utente e le installazioni delle app. Diversamente rispetto alle distribuzioni desktop di Linux, ai proprietari di dispositivi Android non sono dati i privilegi di superutente (root) per l'accesso al sistema operativo per motivi di sicurezza, e per le partizioni sensibili quali "/system" l'utente dispone dei permessi di sola lettura. Tuttavia, l'accesso come root sul dispositivo può essere ottenuto sfruttando le falle di sicurezza di Android e viene utilizzato frequentemente dalla comunità open source per migliorare le capacità dei loro dispositivi, ma anche da soggetti malintenzionati per installare virus e malware.

Android Open Source Project
Il progetto Open Source Android è guidato da Google, e con il compito di mantenimento e allo sviluppo di Android Secondo il progetto "l'obiettivo è quello di creare un vero e proprio successo, in modo da migliorare l'esperienza mobile per gli utenti" AOSP mantiene anche la compatibilità Android programmi, la definizione di un "Android compatibile" dispositivo", come quella che possibile eseguire qualsiasi applicazione scritta da sviluppatori di terze parti che utilizzano il Android SDK e NDK. ", per prevenire incompatibili implementazioni Android[64] Il programma di compatibilità è facoltativo e gratuitamente, con la suite di test di compatibilità anche gratuito e open-source.
Aggiornamenti
Android ha un rapido ciclo di rilascio, con il rilascio di nuove versioni ogni sei-nove mesi. Gli aggiornamenti sono in genere di natura incrementale, apportando miglioramenti del software a intervalli regolari, piuttosto che revisioni complete del sistema ogni due o tre anni (pratica comune per i sistemi operativi desktop come Windows). Tra una major release e l'altra vengono messi a disposizione rilasci intermedi per risolvere problemi di sicurezza e altri bug del software. La maggior parte dei dispositivi Android sono in grado di ricevere gli aggiornamenti in modalità "OTA", ovvero senza necessità di un collegamento ad un PC.

Rispetto ad altri sistemi operativi mobili, come iOS, in genere trascorre parecchio tempo, a volte diversi mesi, fra il rilascio ufficiale di un aggiornamento Android e l'effettiva distribuzione, da parte dei vari produttori, ai dispositivi in grado di supportarlo. Questo non avviene però con dispositivi quali Nexus 7, Nexus 4, Galaxy Nexus o Nexus 10. Nel 2011, Google ha siglato un accordo con un certo numero di produttori annunciando l'"Android Update Alliance" e impegnandosi a fornire aggiornamenti tempestivi ad ogni dispositivo per 18 mesi dalla sua immissione in commercio.

Il motivo per cui si verificano questi ritardi è dovuto a vari fattori. In primis vi è la necessità di personalizzare il sistema sullo specifico hardware di ogni dispositivo; Gli aggiornamenti ufficiali vengono infatti rilasciati da Google per i device di riferimento (attualmente Google Galaxy Nexus e Google Nexus 7). Ogni produttore dovrà poi adattare sistema ai propri dispositivi, operazione che richiede tempo e investimenti non indifferenti. Per questo motivo molti produttori si concentrano prima di tutto ad aggiornare i loro dispositivi più recenti, allungando ancor di più i tempi per i vecchi dispositivi. In alcuni casi i produttori hanno rinunciato addirittura ad aggiornare dei vecchi dispositivi pur in grado di supportare le nuove versioni del sistema operativo.

Ad aggravare ulteriormente il problema, si aggiunge il fatto che la stragrande maggioranza dei produttori personalizzano l'interfaccia di Android per differenziarsi sul mercato e, ad ogni aggiornamento, devono riportare le proprie personalizzazioni sulla nuova versione. Alcuni commentatori hanno notato che, allo stato attuale, i produttori sono incentivati a "non" aggiornare i propri dispositivi, incentivando gli utenti a passare ad un modello più recente (e aggiornato).

fonte: Wikipedia
 
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Riferimento: Cos'è Android?

Cos'è Android?

Android è un sistema operativo per dispositivi mobili organizzato in un'architettura software che include un sistema operativo di base, i middleware per le comunicazioni e le applicazioni di base.
Caratteristiche principali di Android sono la struttura open source (escluse alcune versioni intermedie), e il suo basarsi su kernel Linux. La caratteristica open source ed il tipo di licenza (Licenza Apache) permette di modificare e distribuire liberamente il codice sorgente. Inoltre, Android dispone di una vasta comunità di sviluppatori che realizzano applicazioni con l'obiettivo di aumentare le funzionalitá dei dispositivi. Queste applicazioni sono scritte soprattutto con una versione modificata del linguaggio di programmazione Java. In ottobre 2012 le applicazioni presenti sul market ufficiale Android (Google Play) hanno raggiunto le 700.000 unità. Questi fattori hanno permesso ad Android di diventare il sistema operativo più utilizzato in ambito mobile, oltre a rappresentare, per le aziende produttrici, la migliore scelta in termini di bassi costi, personalizzazione,e leggerezza del sistema operativo stesso, senza dover scrivere un proprio sistema operativo da zero.

Storia di Android​

Android Inc. è stata fondata nell'ottobre 2003 da Andy Rubin (co-fondatore di Danger), Rich Miner (co-fondatore di Danger e di Wildfire Communications), Nick Sears (vicepresidente di T-Mobile) e Chris White (principale autore dell'interfaccia grafica di Web TV). Inizialmente la società operò in segreto, rivelando solo di progettare software per dispositivi mobili. Durante lo stesso anno il budget iniziale si esaurì, motivo per cui fu fondamentale un finanziamento di 10 000 dollari da parte di Steve Perlman (amico intimo di Rubin) per poter continuare lo sviluppo. Steve Perlman consegnò a Rubin il denaro in una busta e rifiutò la partecipazione nella società.

Il 17 agosto 2005 Google ha acquisito l'azienda, in vista del fatto che la società di Mountain View desiderava entrare nel mercato della telefonia mobile. È in questi anni che il team di Rubin comincia a sviluppare un sistema operativo per dispositivi mobili basato sul kernel Linux. La presentazione ufficiale del "robottino verde" avvenne il 5 novembre 2007 dalla neonata OHA (Open Handset Alliance), un consorzio di aziende del settore Hi Tech che include Google, produttori di smartphone come HTC e Samsung, operatori di telefonia mobile come Sprint Nextel e T-Mobile, e produttori di microprocessori come Qualcomm e Texas Instruments. Il primo dispositivo equipaggiato con Android che venne lanciato sul mercato fu l'HTC Dream, il 22 ottobre del 2008.
Dal 2008 gli aggiornamenti di Android per migliorarne le prestazioni e per eliminare i bug delle precedenti versioni sono stati molti. Ogni aggiornamento o release segue un ordine alfabetico e possiede l'originale caratteristica di prendere il nome dai dolciumi.
Nel marzo 2013 Larry Page annuncia che Andy Rubin ha lasciato la presidenza di Android per dedicarsi ad altri progetti di Google. Viene rimpiazzato da Sundar Pichai.

Le Applicazioni​

Le applicazioni sono la forma più generica per indicare software installabili su Android. Chiamate, in gergo ormai diffuso, "apps", questo termine è ampiamente usato nella comunità di utilizzatori. Tali "apps" possono essere scaricate sia dal market ufficiale (Google Play) e sia dal market di Amazon (Amazon Appstore).
Le applicazioni Android possono anche essere installate come file APK da market di terze parti. Per motivi di sicurezza informatica, le apps dovrebbero essere scaricate e utilizzate mediante un servizio di distribuzione fidato, che utilizzi un sistema di certificati di sicurezza (software). Per venire incontro alle necessità degli sviluppatori, è stata però prevista la possibilità di disattivare il controllo di tali certificati, attraverso una voce presente nel menu "Impostazioni" (Android versione 2.2).
Android è fornito di una serie di applicazioni preinstallate che vanno dal browser alla radio analogica FM, dal calendario all'applicazione Gmail, dalla calcolatrice al navigatore satellitare Turn-by-Turn e comprende anche la ricerca vocale Google Voice Search con la possibilità di scegliere la lingua in italiano.
Quando si vuole aggiungere all'ambiente Android una funzionalità non presente, come ad esempio un software per l'ufficio, un videogioco o un'immagine di sfondo, si usa ricercarla in un "Market" (come Google Play) e "installarla", ossia copiarla all'interno del dispositivo affinché sia sempre presente e utilizzabile.
Dalla versione 2.2 di Android è possibile installare una app, oltre che nella memoria interna del dispositivo, su una card esterna. Questa nuova feature viene spesso chiamata dalla community "app2sd" derivata dai nomi dei primi esperimenti effettuati da programmatori indipendenti: attraverso del software nativo (scripts in linguaggio shell), spostavano su card esterna sia i software installati che alcune cartelle di sistema, utilizzando poi dei link simbolici per i collegamenti e facendo anche delle copie di riserva per poter ripristinare la situazione precedente in sicurezza.
Ufficialmente però, in fase di installazione, la scelta del supporto di destinazione (memoria interna o card) è lasciata allo sviluppatore del software e non all'utente finale.
Al riguardo, alcuni produttori di dispositivi hanno messo a disposizione degli utenti, nel menu "Impostazioni → Applicazioni", una "casella di spunta" chiamata "App2sd". Questa permette di scegliere se direzionare tutte le nuove installazioni sulla card oppure sulla memoria interna del dispositivo.
In assenza di tale opzione, si può installare l'"app" prima sulla memoria interna (se sufficiente) e poi trasferirla sulla card, aprendo la voce di menu "Impostazioni → Applicazioni → Gestisci applicazioni", selezionando l'"app" appena installata e premendo il bottone "Sposta su scheda SD".
Su Google Play sono presenti varie "apps", talune omonime di "app2sd", che permettono di semplificare ulteriormente la gestione delle applicazioni installate, aggiungendo varie funzionalità come ad esempio la possibilità di scegliere, in fase di installazione, quale sia il supporto di destinazione (memoria interna oppure card).
La necessità di spostare le applicazioni sulla memoria esterna è data dal fatto che, al momento del lancio di Android 2.2, la memoria interna (e non di massa) dei dispositivi era abbastanza ristretta. Nei prodotti di fascia alta questa esigenza è scomparsa. Già dal 2010, il Galaxy S mette a disposizione 2 GB per l'installazione di applicazioni. Nei dispositivi di fascia bassa, invece, il problema sussiste ancora.
La situazione è ulteriormente evoluta con il lancio di Ice Cream Sandwich e del terzo smartphone Google, Galaxy Nexus: la memoria interna diventa dinamica. Un esempio è proprio questo terminale: la sua memoria interna viene dinamicamente allocata tra applicazioni installate e memoria di massa. È quindi possibile installare 16 GB di applicazioni o usare la memoria interamente per i file multimediali. Questa soluzione comporta però lo svantaggio di perdere il riconoscimento come archivio di massa da parte di un Personal computer, comportando una compatibilità con sistemi operativi più ristretta.

Google Play

Il market ufficiale di Android è Google Play. Il nome attuale è stato adottato a partire dal 6 marzo 2012 mentre la denominazione precedente era "Android Market" . Il market offre la possibilità di acquistare non solo applicazioni, ma, dal 2012, anche libri e musica, rispettivamente Play Books e Play Music.
Tutti o quasi i dispositivi Android hanno preinstallata una icona denominata Market oppure Google Play. Per accedere al Market è necessario possedere un account Google.
Oltre a poter acquistare sul market utilizzando il servizio Google checkout, è prevista la possibilità di addebitare l'acquisto su una scheda telefonica SIM, ma solo con certi operatori come Vodafone.
In Ottobre 2012 le applicazioni presenti sul market ufficiale Android (Google Play) hanno raggiunto le 700.000 unità.

App Inventor

È un semplice ambiente di sviluppo basato su piattaforma Java per coloro i quali non hanno basi di programmazione; con questo strumento si possono scrivere semplici applicazioni, per uso esclusivamente personale, tramite una interfaccia grafica.
App Inventor faceva parte di Google Labs, luogo virtuale ove gli ingegneri di Google sviluppano le nuove applicazioni sperimentali, ma il 10 agosto 2011 Google ha comunicato che App Inventor sarebbe stato chiuso, cosa che è avvenuta il 31 dicembre 2011. La scelta è probabilmente dovuta o al mancato successo dello stesso oppure a causa di una denuncia da parte di Oracle per violazione dei diritti della piattaforma Java, che Oracle detiene, su cui è sviluppato App Inventor. Il sistema è stato però preso in carico dal MIT Center for Mobile Learning che ora lo supporta con il nome "App Inventor Edu".
Le Apps sviluppate con App Inventor non possono andare su Google Play.


Il Sistema

L'interfaccia utente di Android è basata sul concetto di direct manipulation per cui si utilizzano gli ingressi mono e multi-touch come strisciate, tocchi e pizzichi sullo schermo per manipolare gli oggetti visibili sullo stesso. La risposta all'input dell'utente è stata progettata per essere immediata e fornisce un'interfaccia fluida. Hardware interno come accelerometri, giroscopi e sensori di prossimità sono utilizzati da alcune applicazioni per rispondere alle azioni da parte dell'utente, ad esempio la regolazione dello schermo da verticale a orizzontale a seconda di come il dispositivo è orientato o che consentono all'utente di guidare un veicolo in una corsa virtuale ruotando il dispositivo, simulando il controllo di un volante.
La cosiddetta Homescreen è simile al desktop trovato su Windows ed è la schermata principale che ci si trova appena il device è stato avviato, oppure premendo il tasto Home. L’homescreen di Android è in genere occupata sia dalle icone delle applicazioni che dai widget cioè delle sorti di gadgets con varie funzioni; ci sono widget che mostrano vari stili di orologi, quelli che mostrano gli ultimi video di Youtube, altri che visualizzano informazioni meteo, quelli relativi alle email. La homescreen può essere costituita da più pagine tra cui l'utente può scorrere avanti e indietro.
Sempre presente nella parte superiore dello schermo si trova una barra di stato, che mostra le informazioni sul dispositivo e la sua connettività. Trascinando la barra di stato verso il basso compare una schermata di notifica in cui le applicazioni possono visualizzare notifiche relative ad informazioni importanti o aggiornamenti come ad esempio una e-mail appena ricevuta o un SMS, in modo da non interrompere immediatamente l'utente .Nelle prime versioni di Android tali notifiche potevano essere sfruttate esclusivamente per aprire l'applicazione in questione, ma gli aggiornamenti più recenti hanno fornito maggiori funzionalità, come ad esempio la possibilità di chiamare un numero direttamente dalla notifica della chiamata persa, senza dover aprire l'applicazione telefono. Le notifiche sono persistenti fino alla loro lettura o cancellazione da parte dell'utente.
La piattaforma usa il database SQLite, la libreria dedicata SGL per la grafica bidimensionale (invece del classico server X delle altre distribuzioni linux) e supporta lo standard OpenGL ES 2.0 per la grafica tridimensionale. Le applicazioni vengono eseguite tramite la Dalvik virtual machine, una macchina virtuale adattata per l'uso su dispositivi mobili.
Android è stato progettato principalmente per smartphone e tablet ma il carattere aperto e personalizzabile del sistema operativo permette che sia utilizzato anche su altri dispositivi elettronici tra cui portatili e netbook, smartbook, eBook reader, fotocamere e smart TV (Google TV). Il mercato delle "smart things" è cresciuto in maniera notevole in questi ultimi periodi a tal punto da stimolare la creativitá delle persone. Un esempio è lo Smartwatch dotato di sistema operativo Android in versione "light" cuffie, lettori auto CD e DVD, occhiali intelligenti (Project Glass),frigoriferi, sistemi di navigazione satellitare per veicoli, sistemi di automazione per la casa, console di gioco, specchi, telecamere, lettori MP3/MP4 e tapis roulant.
Android è costituito da un Kernel basato sul kernel Linux 2.6 e sul Linux Kernel 3.x (da Android 4.0 in poi), con middleware, Librerie e API scritte in C (o C++) e software in esecuzione su un framework di applicazioni che include librerie Java compatibili con librerie basate su Apache Harmony. Android utilizza la Dalvik virtual machine con un compilatore just-in-time per l'esecuzione di Dalvik dex-code (Dalvik Executable), che di solito viene tradotto da codice bytecode Java. La piattaforma hardware principale di Android è l'architettura ARM. L'architettura x86 è supportata grazie al progetto Android x86 e Google TV utilizza una speciale versione x86 di Android.
Il kernel Linux di Android mette a disposizione modifiche all'architettura create da Google al di fuori del ciclo di sviluppo del kernel. Un tipico sistema Android non possiede un X Window System nativo, né supporta il set completo standard di librerie GNU, e nel caso del C++ vi è solo una implementazione parziale delle STL. Tutto ciò rende difficile il porting di applicazioni Linux o librerie per Android. Per semplificare lo sviluppo di applicazioni C/C++ sotto Android si usa SDL che tramite un piccolo Wrapper java permette l'utilizzo della JNI dando un'idea di utilizzo simile a un'applicazione nativa in C/C++. Le applicazioni Android sono Java-based; in effetti le applicazioni scritte in codice nativo in C/C++ devono essere richiamate dal codice java, tutte le chiamate a sistema fatte in C (o C++) devono chiamare codice virtual machine Java di Android: infatti l'API multimediale SDL sotto Android richiama metodi di Java, questo significa che il codice dell'applicazione C/C++ deve essere inserito all'interno di un progetto Java, il quale produce alla fine un pacchetto Android (APK).
Alcune funzionalità implementate da Google hanno contribuito al kernel Linux, in particolare una funzione di gestione dell'energia denominata wakelocks, che però è stata respinta dagli sviluppatori del kernel mainline, in parte perché gli sviluppatori del kernel hanno ritenuto che Google non manifestasse alcuna intenzione di mantenere il proprio codice. Anche se Google ha annunciato nel mese di aprile 2010 che avrebbero assunto due dipendenti per lavorare con la comunità del kernel Linux,Greg Kroah-Hartman, l'attuale responsabile del kernel di Linux per il ramo stabile, ha dichiarato nel dicembre 2010 che era preoccupato del fatto che Google non sembrava più intenzionata a far includere le modifiche al codice nel ramo principale di Linux. Alcuni sviluppatori di Google Android hanno fatto capire che "il team di Android si è stancato del processo", perché erano una piccola squadra e avevano molto lavoro urgente da fare su Android.
In Linux è stato incluso l'autosleep e le capacità wakelocks nel kernel 3.5, dopo molti precedenti tentativi di fusione. Le interfacce sono le stesse ma la realizzazione di Linux ha due diverse modalità di sospensione: a memoria (le sospensione tradizionale che utilizza Android), e su disco (ibernazione, come è noto sul desktop). Nel mese di agosto 2011, Linus Torvalds ha detto che "alla fine Android e Linux sarebbero venuti di nuovo ad un nucleo comune, ma probabilmente non sarà per quattro o cinque anni". Nel mese di dicembre 2011, Kroah-Hartman ha annunciato l'inizio del progetto mainlining Android, che mira a mettere un po' di Android driver, le patch e le caratteristiche, nel kernel di Linux a partire da Linux 3.3.
La memoria flash sui dispositivi Android è divisa in diverse partizioni, ad esempio "/system" per il sistema operativo stesso e "/dati" per i dati utente e le installazioni delle app. Diversamente rispetto alle distribuzioni desktop di Linux, ai proprietari di dispositivi Android non sono dati i privilegi di superutente (root) per l'accesso al sistema operativo per motivi di sicurezza, e per le partizioni sensibili quali "/system" l'utente dispone dei permessi di sola lettura. Tuttavia, l'accesso come root sul dispositivo può essere ottenuto sfruttando le falle di sicurezza di Android e viene utilizzato frequentemente dalla comunità open source per migliorare le capacità dei loro dispositivi, ma anche da soggetti malintenzionati per installare virus e malware.

Android Open Source Project

Il progetto Open Source Android è guidato da Google, e con il compito di mantenimento e allo sviluppo di Android Secondo il progetto "l'obiettivo è quello di creare un vero e proprio successo, in modo da migliorare l'esperienza mobile per gli utenti" AOSP mantiene anche la compatibilità Android programmi, la definizione di un "Android compatibile" dispositivo", come quella che possibile eseguire qualsiasi applicazione scritta da sviluppatori di terze parti che utilizzano il Android SDK e NDK. ", per prevenire incompatibili implementazioni Android[64] Il programma di compatibilità è facoltativo e gratuitamente, con la suite di test di compatibilità anche gratuito e open-source.
Aggiornamenti
Android ha un rapido ciclo di rilascio, con il rilascio di nuove versioni ogni sei-nove mesi. Gli aggiornamenti sono in genere di natura incrementale, apportando miglioramenti del software a intervalli regolari, piuttosto che revisioni complete del sistema ogni due o tre anni (pratica comune per i sistemi operativi desktop come Windows). Tra una major release e l'altra vengono messi a disposizione rilasci intermedi per risolvere problemi di sicurezza e altri bug del software. La maggior parte dei dispositivi Android sono in grado di ricevere gli aggiornamenti in modalità "OTA", ovvero senza necessità di un collegamento ad un PC.

Rispetto ad altri sistemi operativi mobili, come iOS, in genere trascorre parecchio tempo, a volte diversi mesi, fra il rilascio ufficiale di un aggiornamento Android e l'effettiva distribuzione, da parte dei vari produttori, ai dispositivi in grado di supportarlo. Questo non avviene però con dispositivi quali Nexus 7, Nexus 4, Galaxy Nexus o Nexus 10. Nel 2011, Google ha siglato un accordo con un certo numero di produttori annunciando l'"Android Update Alliance" e impegnandosi a fornire aggiornamenti tempestivi ad ogni dispositivo per 18 mesi dalla sua immissione in commercio.

Il motivo per cui si verificano questi ritardi è dovuto a vari fattori. In primis vi è la necessità di personalizzare il sistema sullo specifico hardware di ogni dispositivo; Gli aggiornamenti ufficiali vengono infatti rilasciati da Google per i device di riferimento (attualmente Google Galaxy Nexus e Google Nexus 7). Ogni produttore dovrà poi adattare sistema ai propri dispositivi, operazione che richiede tempo e investimenti non indifferenti. Per questo motivo molti produttori si concentrano prima di tutto ad aggiornare i loro dispositivi più recenti, allungando ancor di più i tempi per i vecchi dispositivi. In alcuni casi i produttori hanno rinunciato addirittura ad aggiornare dei vecchi dispositivi pur in grado di supportare le nuove versioni del sistema operativo.

Ad aggravare ulteriormente il problema, si aggiunge il fatto che la stragrande maggioranza dei produttori personalizzano l'interfaccia di Android per differenziarsi sul mercato e, ad ogni aggiornamento, devono riportare le proprie personalizzazioni sulla nuova versione. Alcuni commentatori hanno notato che, allo stato attuale, i produttori sono incentivati a "non" aggiornare i propri dispositivi, incentivando gli utenti a passare ad un modello più recente (e aggiornato).

Aggiungi la fonte. Comunque credo che ormai tutti sappiano cos'è android.
 
Riferimento: Cos'è Android?

Aggiungi la fonte. Comunque credo che ormai tutti sappiano cos'è android.

Purtroppo sto avendo dei problemi con la rete...ho messo "in sviluppo" proprio per questo.
Comunque, ho deciso di creare questo post perchè nessuno lo aveva creato prima e non tutti sanno cos'è Android.
 
Riferimento: Cos'è Android?

Purtroppo sto avendo dei problemi con la rete...ho messo "in sviluppo" proprio per questo.
Comunque, ho deciso di creare questo post perchè nessuno lo aveva creato prima e non tutti sanno cos'è Android.

Si e grazie, ma metti la fonte cortesemente ^^ o sarò costretto a chiudere