Mirko

Utente Kafféè
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8 Marzo 2009
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Chi ha letto lo splendido romanzo di Haruki Murakami intitolato Norwegian Wood sa già cosa significava essere un ragazzo nel Giappone degli anni 60.
Uno zoo d’inverno, opera più recente del prolifico Jiro Taniguchi, ci cala nella Tokyo di quelli anni, vista attraverso gli occhi giovani e volenterosi di Hideo Hamaguchi, fattorino in una ditta di design. Lo zoo del titolo è quello di Kyoto, dove Hamaguchi si reca nei giorni liberi, ritraendo gli animali ed esercitando la propria abilità di disegnatore, ma è anche il teatro di una serie di avvenimenti che porteranno il ragazzo a lasciare il suo lavoro.

Trasferitosi a Tokyo sotto consiglio di un amico, Hamaguchi comincia a lavorare come assistente per il noto fumettista Jiro Kondo. Il clima di Tokyo si rivela essere profondamente diverso da quello di Kyoto e alla solitudine dello zoo d’inverno si sostituisce un universo urbano, caotico, psichedelico, sregolato, fatto di ore piccole passate a lavorare sulle tavole, di locali, di discoteche, di sbronze, di esperienze, sogni e conoscenze, dove crescere umanamente e professionalmente e, perché no, trovare anche l’amore. L’entourage del maestro Kondo è composto da un manipolo di persone molto diverse fra loro, che avranno tutte qualcosa da insegnare al nostro Hamaguchi, sia sul piano professionale, sia nella vita. Fra loro spicca il bizzarro signor Kikuchi, ex-mangaka perdigiorno un po’ hippy, un po’ playboy e un po’ strampalato dispensatore di consigli di vita, che prende il ragazzo sotto la sua ala “protettrice” permettendogli di vivere alcune esperienze davvero importanti.

Fonte: AnimeClick